Crescentine nei testi o tigelle

Giovedì, 12 Novembre 2015 10:45
Un tipico cibo dell'Appennino a cavallo tra Bologna e Modena, fatto con un impasto di acqua, farina, lievito, un po' di latte, olio e sale che dopo una lievitazione di qualche ora viene cotto in stampi di ghisa.
Da mangiare calde e farcite con salumi, formaggi o pesto montanaro.
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Quella che generalmente si chiama tigella, tipica dell' Appennino tra Bologna e Modena, in realtà non è la focaccia, ma la pietra refrattaria su cui viene adagiato l' impasto.  Col passare del tempo il nome dello stampo ha sostituito quello del prodotto vero e proprio. Da notare è la tipica decorazione floreale al centro di ogni tigella che richiama lo stemma dei Conti di Panico. Interessante è l'uso ormai perduto di porre delle foglie di castagno tra l'impasto e la pietra rovente, con lo scopo di mantenere l'umidità. Sono un tipo di companatico caratteristico della cucina tradizionale emiliana. Vanno servite calde e si mangiano accompagnandole con salumi, formaggi, pesto modenese.

  • Si mangiano calde

  • Ottime farcite con salumi, formaggi e pesto montanaro
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