Alla scoperta della Rocca - Lizzano in Belvedere

Giovedì, 12 Novembre 2015 13:54

Oltre agli aspetti geologici, vi consigliamo di godere dei meravigliosi borghetti che incontrerete su tutto il sentiero 333, un tempo abitati da pastori e castanicoltori. Si perte dalla torre del borgo di Rocca Corneta, la quale sorge su un blocco di arenaria. Da qui è possibile godere di uno straordinario colpo d'occhio sui Monti della Riva e sulle stratificazioni regolari e oblique di origine torbiditica che ne caratterizzano il versante a reggi-poggio. Lungo il tratto che congiunge Rocca Corneta a Farnè si cammina in più punti su affioramenti dell'unità Sestola - Vidiciatico; complesso sedimentario costituito da diversi tipi litologici di natura prevalentemente argillitico-calcarea e subordinatamente marmosa ed arenacea. Le rocce hanno subito intense deformazioni, essendo state ripetutamente piegate, fratturate e tagliate. Per questo motivo esse si ritrovano in affioramento in modo estremamente caotico e disordinato "Melanges".

L'estrema fratturazione subita, ha suddiviso la componente argillitica in scaglie minutissime, che rendono questa unità molto friabile e facilmente attaccabile dall'azione degli agenti atmosferici. In tutto l'itinerario vi troverete immersi in un bosco di castagni, roverelle e carpino nero. In prossimità di Ca Crudeli potrete godere della meravigliosa vista di una grande rovella monumentale. Arrivando infine al borgo di Farnè: interessante vedere come i diversi materiali litoidi di origine arenacea e marnoso-arenacea venissero tradizionalmente utilizzati per la costruzione degli edifici: arenarie cementate per i muri, marne per i tetti, arenarie a granulometria fine per decori e incisioni. Vi segnaliamo inoltre che l'itinerario è molto interessante anche dal punto di vista naturalistico, potrete infatti incontrare sul vostro cammino volpi, caprioli, daini, cinghiali e persino l'aquila reale e sarete fortunati il lupo!

 

Difficoltà percorso: facile

Tempo necessario: 3 ore

 

La visita, supportata dalla APP: Northern Georoutes, scaricabile gratuitamente su telefonini e supporti multimediali, si snoda lungo il percorso che va da Rocca Corneta al Corno alle Scale.

 

Natura: La passeggiata attraversa i boschi del Parco Regionale del Corno alle Scale composti da querce, carpini neri, olmi e ciliegi. In prossimità degli abitati il bosco è stato sostituito dal castagneto. La zona e´caratterizzata da una mammiferi montano-appenninici: marmotte, mufloni, lupi e volpi.
I castagneti sono l´ambiente preferito per numerosi uccelli insettivori come il picchio rosso, la cinciallegra, il picchio muratore. Non é raro scorgere l´aquila reale e la poiana.


Descrizione geologica: Il sito di Rocca Corneta, inserito nell´application all´European and Global Geopark Network, comprende un promontorio caratterizzato da una struttura geologica complessa che si sviluppa lungo il lato idrografico destro del torrente Dardagna. Vi si osservano le seguenti unità geologiche: Argilliti variegate con calcari, brecce argillose poligeniche, Arenarie di Monte Cervarola, etc. Dal punto di vista litologico sono presenti numerose rocce regolarmente strutturate formate da tipi rocciosi alternati tra loro, molto evidente sono le stratigrafie di argilla formate da depositi di fango e detriti delle correnti sub-marine. Il nome Rocca Corneta deriva dall´importante castello che qui aveva sede. Costruito alla sommità del promontorio , sul confine tra la formazione delle "Argille Scagliose" e le arenarie. Questo perché nel lato nord le rocce di arenaria offrono un terreno solido per la costruzione degli edifici mentre sul lato sud la ripida formazione di argilla difende naturalmente il luogo.


Storia antica: Data la posizione strategica sulla valle, si può facilmente presupporre una frequentazione umana della Rocca sin da tempi antichi, come testimonia il ritrovamento di un oggetto in ossidiana databile all´ età Neolitica e tombe ad inumazione probabilmente di epoca etrusca.

Storia medioevale: Nel XII secolo la comunità di Rocca Corneta ottenne un privilegio dall´Abbazia di Nonantola per l´utilizzo della vasta estensione di pascoli e foreste nella cima del Torrente Dardagna. Come si può dedurre dal nome, un importante castello era ospitato in questa località tra il XIII ed il XIV secolo, per sfruttare le le particolarità delle formazioni rocciose. Di tale edificio oggi rimane solo una suggestiva torre quadrata posta sul punto più alto della rocca, visibile dalla strada principale. Durante il XVI secolo il castello fu trasformato in una torre campanile, che venne ricostruita in quegli anni.

Storia contemporanea: La cresta di Rocca Corneta vide il passaggio del fronte durante le complesse fasi finali della II Guerra Mondiale, durante il Febbraio 1945, e divenne un punto di interesse lungo la "Linea Gotica".

  

Questo percorso fa parte dei "Percorsi geologici" dell'Alto Reno, una serie di itinerari che attraversano i comuni di Alto Reno Terme, Granaglione, Lizzano in Belvedere e Camugnano. Questi territori, insieme ad altri comuni dell'Appennino, sono candidati al Network dei Geoparchi Europei supportati dall´UNESCO.


Che cos´è un Geoparco sotto gli auspici UNESCO?


Un Geoparco è un territorio che la comunità scientifica internazionale ha riconosciuto avente straordinario valore geologico. Ad oggi fanno parte della rete 58 territori in Europa e più di 100 in tutto il mondo. L´European and Global Geopark Network è una rete di territori che promuovono pratiche di turismo ecosostenibile e geoturismo. L´interesse e l´appoggio dell´UNESCO fanno del Network un prestigioso mezzo per la valorizzazione e la promozione del patrimonio geologico e culturale. Per questi motivi l´Appennino Bolognese spera di entrare a farne parte nel prossimo futuro.

 

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