Flaminia Militare

Giovedì, 12 Novembre 2015 14:01

La via Flaminia Militare è un'antica strada romana, voluta dal Senato Repubblicano e costruita dai Legionari e schiavi Liguri al comando del Console Caio Flaminio nel 187 a.C. tra Bononia (Bologna) ed Aretium (Arezzo), la cui esistenza ci è unicamente tramandata da Tito Livio.

Il nome Flaminia Militare è stato assegnato dagli studiosi per distinguerla dalla via Flaminia tracciata nel 220 a.C. dal padre di Caio Flaminio, Gaio Flaminio Nepote, per collegare Roma con Rimini.
Il tratto compreso tra il passo della Futa ed il paese di Madonna dei Fornelli è anche noto come 'strada della Futa' o 'strada della Faggeta'.

La costruzione della Flaminia Militare è contemporanea alla via Emilia costruita dall'altro Console Marco Emilio Lepido; lo scopo del Senato era quello di istituire una rete stradale per permettere veloci collegamenti militari tra Piacentia, Bonomia, Ariminum (Rimini). Aretium (Arezzo) e Roma, per rendere sicuri i territori emiliani e romagnoli dopo la loro conquista ai danni dei Celti e controllare, la dorsale appenninica prima occupata dalle tribù Liguri, poi sconfitti, assoggettati e resi schiavi, nello stesso 187 a.C.
Contrariamente alla via Emilia, la Flaminia Militare perdette progressivamente importanza per il consolidarsi della presenza romana nei territori emiliani e con l'affermarsi di Florentia su Arretium nel versante toscano, venendo meno la sua utilità militare.

Sull'esatto percorso per lungo tempo sono state avanzate 2 diverse ipotesi: la prima "Flaminia Militare" che utilizza il tracciato del crinale tra i torrenti Savena e Setta verso il passo della Futa; la seconda "Flaminia minor", basata principalmente su di una serie di toponimi, ipotizza un percorso più a est, sui crinali del torrente Idice e Sillaro verso il passo del Giogo di Scarperia, lungo un tracciato costellato di ritrovamenti archeologici di insediamenti etruschi e romani per Mugello e Casentino.

Nell'agosto del 1979 Franco Santi e Cesare Agostini, due archeologi dilettanti originari di Castel Dell'Alpi, che sulla base della citazione di Tito Livio e delle testimonianze orali si erano messi alla ricerca della strada, hanno riportato alla luce il primo tratto di basolato (il tipico selciato romano) nascosto sotto circa 60 cm di terra e foglie accumulatesi nei 22 secoli, alle pendici del Monte Bastione, alcuni chilometri a nord del passo della Futa, aprendo un periodo di studi, dibattiti ed ulteriori scoperte archeologiche per un complesso di 7 siti archeologici.
Si tratta di un ritrovamento eccezionale anche in relazione al fatto che generalmente i romani utilizzavano il basolato solamente per le strade urbane, mentre quelle extraurbane erano solitamente con il "glareum", cioè l'odierna strada bianca in ghiaia. L'ipotesi di Santi e Agostini è che trattandosi di un terreno argilloso, non calcareo su di un passo appenninico, i romani avessero deciso di realizzare una pavimentazione solida per garantire la transitabilità in tutti i periodi dell'anno.

Nel corso delle varie campagne di scavo realizzate negli ultimi 35 anni, sono stati individuati vari tratti di basolato, alcuni dei quali perfettamente conservati, per un totale dei diversi siti di 12 chilometri, principalmente in alta quota sopra i 1000 metri. Proprio questa caratteristica del tracciato può presumibilmente essere causa dell'abbandono, date le evidenti problematiche nei mesi invernali. E' da ritenere fondata l'ipotesi che esistano sotto terra altri tratti di basolato, ancora da scoprire.

Il nome di Flaminia Militare, attribuito alla strada da Santi e Agostini, oltre a distinguerla dalla via Flaminia, è dovuto anche alla probabile utilizzo predominante per il transito veloce delle legioni tra Fiesole e Bologna.
Da alcuni anni LEGAMBIENTE ha adottato la strada romana, formando un gruppo di Guide Volontarie, che conducono con passione i visitatori ed escursionisti nei boschi per ammirare i basolati, che ogni anno vengono puliti e ben conservati per tramandare la storia del nostro Appennino tosco-emiliano. Recentemente sono state collocate tre bacheche con cartelli segnaletici e informativi sui quadrivi stradali a Monte Bastione, Madonna dei Fornelli e Pian del Voglio, utili per la conoscenza dei percorsi per della strada romana.

Cesare Agostini, Franco Santi, La strada Bologna-Fiesole del II secolo a.C. (Flaminia Militare)


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