Linea Gotica

Giovedì, 12 Novembre 2015 14:05

Oggi di questa linea difensiva rimangono ben visibili alcuni tratti con postazioni, trincee e rifugi usati dai tedeschi.
Sono nate associazioni e gruppi che vi organizzano escursioni e trekking per permettere a sempre un maggior numero di persone di conoscere questi luoghi densi di storia, che lasciano immaginare le condizioni in cui le truppe vissero gli ultimi mesi di guerra. 


DOVE

Linea difensiva creato dai Tedeschi per fermare l'avanzata degli Alleati, andava da Massa Carrara a Rimini


 ALTRE INFORMAZIONI

www.lineagotica.eu

La Linea Gotica era il fronte difensivo creato dai Tedeschi per fermare l'avanzata degli Alleati. 
Era lunga 320 chilometri (da Massa Carrara a Rimini) e profonda 30, in alcuni punti. 
18.000 ingegneri tedeschi sfruttarono al massimo i vantaggi offerti dall'ambiente per costruire opere fortificate modellandole sulla morfologia del territorio. Era dotata di trincee, campi minati, fossati anticarro, postazioni per mitragliatrici. Fu attaccata dagli  Alleati nel settembre del 1944 e fu scenario di guerra fino alla primavera del 1945, costringendo la popolazione inerme a un terribile inverno di bombardamenti alleati e rappresaglie tedesche. 
Le vittime furono 75.000 tra i Tedeschi, 65.000 tra gli Alleati.  
Ai nostri giorni si trovano sull'Appennino, reperti bellici, oltre che molti monumenti dedicati delle vittime della guerra che hanno combattuto per la libertà, affinché rimangano come monito per le generazioni future.

Oggi rimangono ben visibili alcuni tratti con postazioni, trincee e rifugi usati dai tedeschi. Sono nate associazioni e gruppi che organizzano escursioni e trekking che attraversano questi luoghi densi di storia e che lasciano immaginare le condizioni in cui le truppe vissero gli ultimi mesi di guerra, grandi cartelloni illustrano in ogni località gli avvenimenti locali e dell’intera campagna d’Italia.

Il massiccio del Monte Adone, dall’ottobre del ’44 all’aprile del ’45, rappresentò per i tedeschi l’estrema linea difensiva alle porte di Bologna. Operai arruolati nella “Todt” realizzarono rifugi, trincee e depositi. Si venne a creare un  vero e proprio “bastione naturale” che degradava dai 654 m del Monte Adone ai 466 m del Monte Mario affacciandosi alla convergenza delle Valli del Setta e del Reno.

L’itinerario ha diversi punti d’accesso e si percorre in circa 4 ore. 
Da Badolo a Monte Adone, coincide con la Via degli Dei, antica strada militare romana che collegava Bologna a Fiesole

 

 • Monte Mario: itinerario Progetto Linea Gotica (sentieri CAI 118 e 110: tempo di percorrenza 120-240 minuti)

Andare fino a Villa Quiete e seguire le indicazioni del sentiero CAI 118, giunti al quadrivio prendere il sentiero CAI 110 in salita fino alla cima di Monte Mario; da qui scendere fino ad un incrocio da cui si prosegue a destra. In alternativa, dal parcheggio del parco pubblico dei Prati di Mugnano imboccare i sentieri CAI 118 o CAI 122 e seguire la segnaletica “Progetto Linea Gotica”.

 

 • Monte Alto: itinerario Progetto Linea Gotica (tempo di percorrenza 90 minuti)

In auto da Sasso Marconi seguire la strada provinciale Val di Setta fino a prendere il bivio a sinistra per Badolo e Battedizzo, proseguire per circa 6 km oltrepassando la deviazione a destra per Brento, fino allo scollinamento, dopo circa 1 km. Prendere a destra Via delle Valli e parcheggiare nello spiazzo posto a 50 m. Tornati sull’asfalto, fatti pochi passi a ritroso verso Badolo, seguire a destra una cavedagna (chiusa da catena aggirabile) e seguire le indicazioni “Progetto Lineo Gotica”.

 

 • Monte Adone: itinerario Progetto Linea Gotica (tempo di percorrenza 180-240 minuti)

In auto da Sasso Marconi, imboccare la strada provinciale Val di Setta fino a prendere il bivio a sinistra per Badolo e Battedizzo, proseguire per circa 6 km oltrepassando la deviazione a destra per Brento. Proseguire sulla strada principale su asfalto fino a prendere il bivio per Brento a sinistra. Oltrepassare il ristorante e girare a destra verso il centro polivalente.

(A cura di InfoSasso)

 • Monte Belvedere Vetta dell'Appennino bolognese (1.140 m. slm.), baluardo tedesco della Linea Gotica II, dove i tedeschi si attestarono resistendo per tutto l'autunno-inverno 1944-'45 ai ripetuti attacchi di partigiani e americani. Soltanto il 20 febbraio 1945, all'avvio dell'operazione "Encore", gli "alpini" americani della 10a divisione da Montagna e i partigiani della divisione "Modena Armando" riuscirono a sloggiare i tedeschi dalla vetta. Il monte è raggiungibile con un sentiero che sale fino alla sommità per scendere poi alla località della Corona. Sulle pendici si ritrovano numerose "fox holes" scavate dagli americani durante gli assalti, mentre sulla vetta sono i resti del caposaldo tedesco. Qui, fra i ruderi del castello medievale, è un monumento alla 10a divisione USA. Alla Corona sono invece una lapide e un cippo dedicati al comandante partigiano della brigata "Matteotti" Antonio Giuriolo "Toni", caduto il 12 dicembre 1944 in uno dei vani assalti al Belvedere.

 

 • Ronchidoso Località del comune di Gaggio Montano dove, nel giugno 1944, si costituì la locale brigata partigiana "Giustizia e Libertà", a cui è dedicata una lapide nella cappella del santuario degli Emigranti e un memoriale dell'architetto Cuppini lungo la strada che sale dal capoluogo. Nell'area ci fu anche un eccidio di civili: il 29 settembre 1944 i tedeschi trucidarono 68 persone, in gran parte donne e bambini, incendiando poi le case della zona (lapide e cappella a Cason dell'Alta con i nomi delle vittime). Nella pineta di Ronchidoso sono ancora visibili gli apprestamenti difensivi tedeschi, costituiti da trincee, rifugi e camminamenti.

(estratto da lineagotica.eu)

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