Venerdì, 13 Marzo 2015 16:45

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Venerdì, 24 Ottobre 2014 08:26

Chiesa della Beata Vergine del Cigno

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Località Mogne - 40032 Camugnano (Bo)
Per maggiori informazioni www.comunecamugnano.gov.it Tel. 0534 41711 - e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Su uno sperone roccioso che segna il corso del torrente Brasimone, la piccola chiesa della Beata Vergine del Cigno, sorge sui resti di una costruzione altomedievale in pietra, forse una fortificazione a torre, di cui si conservano tratti di muri di fondazione. Una prima chiesa fu costruita nel 1521, ma l'aspetto attuale risale agli anni 1786-1789. Vi si venerava l'immagine in terracotta della Madonna del Carmine, conservata oggi nella chiesa di S. Michele Arcangelo. 

La dedica all'edificio deriva dallo sperone di roccia su cui venne costruita, formato da lastre di arenaria che precipitavano nella gola formata dal torrente Brasimone.
L'intitolazione potrebbe derivare proprio da questi cosiddetti "cinghi", come sinonimo di "cigli" dal latino cilium che successivamente venne storpiato in italiano in "Cigno".

INFORMAZIONI per VISITARE il LUOGO

L'area è accessibile senza prenotazione ne' biglietto.

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Via Bargi, 1 - 40032 Camugnano (Bo)
Per maggiori informazioni Vicariato di Alta Valle del Reno Tel. 051 910028 - e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La chiesa sorge su di un cucuzzolo, dove nel medioevo si trovava il munito castello,che appartenne ad un ramo della famiglia dei signori di Stagno alleati dei Pistoiesi: la chiesa fondata tra il XI e XII secolo probabilmente dagli stessi signori, è dedicata a due santi che furono fra i più diffusi protettori del pellegrinaggio medioevale.Nel 1739 la chiesa, tra le prime della diocesi, ottenne il fonte battesimale.

La chiesa di Bargi è una delle più importanti del territorio per la ricchezza degli arredi e per i pregevoli dipinti, alcuni dei quali conservati attualmente dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Bologna.

I dipinti sono databili tra il XVII e il XVII secolo; ricordiamo in particolare la pala di Alessandro Tiarini eseguita attorno al 1630 dedicata alla Madonna del Rosario, circondata dai 15 misteri con bambino che tiene in mano una rosa; altra pala d'altare molto interessante, sempre del '600 raffigura la Madonna con bambino e Santi, sullo sfondo è dipinto il panorama di Bargi all'epoca.

Nella chiesa si conserva inoltre un pregevole organo settecentesco, uno dei più importanti della provincia di Bologna.

INFORMAZIONI per VISITARE il LUOGO

Vicariato di Alta Valle del Reno

Tel. 051 910028

E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Chiesa dei Santissimi Giacomo e Cristoforo
Via Bargi, 1 - 40032 Camugnano (Bo)
Per maggiori informazioni Vicariato di Alta Valle del Reno Tel. 051 910028 - e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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    Pubblicato in Arte e Cultura
    Mercoledì, 02 Aprile 2014 14:02

    Strada Romana Flaminia Militare

    Costruita per scopi strategico – militari seguiva la sommità delle dorsali per dominare agevolmente il territorio, evitare imboscate ed attraversamenti di corsi d’acqua. Il nome di Flaminia Militare, attribuito alla strada da Santi e Agostini, oltre a distinguerla dalla via Flaminia, è dovuto anche al probabile utilizzo predominante per il transito veloce delle legioni tra Fiesole e Bologna.


    DOVE

    Appennino Tosco-emiliano
    Anticamente collegava Bologna ad Arezzo


     ALTRE INFORMAZIONI

     legambientessr.blogspot.it

    La via Flaminia Militare è un'antica strada romana, voluta dal Senato Repubblicano e costruita dai Legionari e schiavi Liguri al comando del Console Caio Flaminio nel 187 a.C. tra Bononia (Bologna) ed Aretium (Arezzo), la cui esistenza ci è unicamente tramandata da Tito Livio.

    Il nome Flaminia Militare è stato assegnato dagli studiosi per distinguerla dalla via Flaminia tracciata nel 220 a.C. dal padre di Caio Flaminio, Gaio Flaminio Nepote, per collegare Roma con Rimini. 

    Il tratto compreso tra il passo della Futa ed il paese di Madonna dei Fornelli è anche noto come 'strada della Futa' o 'strada della Faggeta'.

    La costruzione della Flaminia Militare è contemporanea alla via Emilia costruita dall'altro Console Marco Emilio Lepido; lo scopo del Senato era quello di istituire una rete stradale per permettere veloci collegamenti militari tra Piacentia, Bonomia, Ariminum (Rimini). Aretium (Arezzo) e Roma, per rendere sicuri i territori emiliani e romagnoli dopo la loro conquista ai danni dei Celti e controllare, la dorsale appenninica prima occupata dalle tribù Liguri, poi sconfitti, assoggettati e resi schiavi, nello stesso 187 a.C.

    Contrariamente alla via Emilia, la Flaminia Militare perdette progressivamente importanza per il consolidarsi della presenza romana nei territori emiliani e con l'affermarsi di Florentia su Arretium nel versante toscano, venendo meno la sua utilità militare.

    Sull'esatto percorso per lungo tempo sono state avanzate 2 diverse ipotesi: la prima "Flaminia Militare" che utilizza il tracciato del crinale tra i torrenti Savena e Setta verso il passo della Futa; la seconda "Flaminia minor", basata principalmente su di una serie di toponimi, ipotizza un percorso più a est, sui crinali del torrente Idice e Sillaro verso il passo del Giogo di Scarperia, lungo un tracciato costellato di ritrovamenti archeologici di insediamenti etruschi e romani per Mugello e Casentino.

    Nell'agosto del 1979 Franco Santi e Cesare Agostini, due archeologi dilettanti originari di Castel Dell'Alpi, che sulla base della citazione di Tito Livio e delle testimonianze orali si erano messi alla ricerca della strada, hanno riportato alla luce il primo tratto di basolato (il tipico selciato romano) nascosto sotto circa 60 cm di terra e foglie accumulatesi nei 22 secoli, alle pendici del Monte Bastione, alcuni chilometri a nord del passo della Futa, aprendo un periodo di studi, dibattiti ed ulteriori scoperte archeologiche per un complesso di 7 siti archeologici.

    Si tratta di un ritrovamento eccezionale anche in relazione al fatto che generalmente i romani utilizzavano il basolato solamente per le strade urbane, mentre quelle extraurbane erano solitamente con il "glareum", cioè l'odierna strada bianca in ghiaia. L'ipotesi di Santi e Agostini è che trattandosi di un terreno argilloso, non calcareo su di un passo appenninico, i romani avessero deciso di realizzare una pavimentazione solida per garantire la transitabilità in tutti i periodi dell'anno.

    Nel corso delle varie campagne di scavo realizzate negli ultimi 35 anni, sono stati individuati vari tratti di basolato, alcuni dei quali perfettamente conservati, per un totale dei diversi siti di 12 chilometri, principalmente in alta quota sopra i 1000 metri. Proprio questa caratteristica del tracciato può presumibilmente essere causa dell'abbandono, date le evidenti problematiche nei mesi invernali. E' da ritenere fondata l'ipotesi che esistano sotto terra altri tratti di basolato, ancora da scoprire.

    Da alcuni anni LEGAMBIENTE ha adottato la strada romana, formando un gruppo di Guide Volontarie, che conducono con passione i visitatori ed escursionisti nei boschi per ammirare i basolati, che ogni anno vengono puliti e ben conservati per tramandare la storia del nostro Appennino tosco-emiliano. Recentemente sono state collocate tre bacheche con cartelli segnaletici e informativi sui quadrivi stradali a Monte Bastione, Madonna dei Fornelli e Pian del Voglio, utili per la conoscenza dei percorsi per della strada romana.

    Il percorso transappenninico

    Questa strada in sostanza, partendo da Bologna, si portava sul crinale a Paderno, poi lo seguiva sempre fino al valico della Futa attraversando Pieve del Pino, le pendici di monte Adone, Brento, Monterumici, Monzuno, Monte Venere e Monte Galletto, Madonna dei Fornelli, Monte dei Cucchi, Pian di Balestra, monte Bastione, monte Poggiaccio, Poggio Castelluccio, il passo della Futa, monte Poggione nel Mugello, fino a Fiesole. Da questa città fino ad Arezzo i saggi di scavo sono stati più problematici per la presenza di proprietà private recintate. La situazione dei luoghi non ha tuttavia impedito di effettuare prospezioni che hanno fatto intuire l'intero tracciato romano.

     

    Per visitare la strada romana

    A piedi, percorrendo in parte la “Via degli Dei” (percorso segnato da sentieri CAI, carrarecce e qualche tratto di asfalto, che unisce Bologna a Fiesole) e che tocca in sequenza tutti i siti archeologici, segnati in giallo nella cartina accanto. È percorribile tutto l’anno da escursionisti opportunamente preparati e attrezzati, tenendo conto che i tratti visibili dei basolati si trovano ad una quota variante tra i 900 e i 1200 metri sul livello del mare, in zone disabitate e boscose.

    Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno

    Via Agucchi n. 84 / 10° A - 40133 - Bologna - telefono 051.4141070 - fax 051.311712

    cellulare: claudio 348.5618663 – e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    e-mail circolo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Circolo Legambiente Setta Samoggia Reno

    Via Agucchi n. 84 / 10° A
    40133 - Bologna
    Tel. 051 4141070

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    Pubblicato in Sport e Trekking
    Venerdì, 09 Novembre 2012 10:37

    Chiesa di Alvar Aalto

    Riola - 40030 Grizzana Morandi (BO)
    Per maggiori informazioni contattare il comune Grizzana Morandi www.comune.grizzanamorandi.bo.it Tel. 051 6730311

    Il complesso parrocchiale di Riola, progettato nel 1966 e costruito tra il 1976 e il 1978, rappresenta, nel lungo itinerario architettonico di Alvar Aalto, l'unico 'episodio italiano', eccezion fatta per il piccolo padiglione finlandese per la Biennale di Venezia del 1956, restaurato nel 1976.

    Il progetto di Riola si inserisce nel quadro di quel rilancio dell'attività edilizia degli enti religiosi, promosso dalla curia bolognese e incoraggiato dal Concilio Vaticano II, teso a sperimentare nuovi spazi liturgici e a favorire l'esecuzione di modelli architettonici di una nuova concezione funzionale della chiesa parrocchiale.
    Il complesso è costituto da chiesa, sagrato, campanile, casa canonica e opere parrocchiali. La chiesa vera e propria – "la prima Chiesa cattolica dopo tante Chiese luterane progettate e costruite dall'Architetto finlandese" – è caratterizzata da una pianta asimmetrica ed è stata ideata "come un'aula comunitaria dalla capienza flessibile". Infatti, per mezzo di una porta scorrevole, la parete d'ingresso può essere completamente aperta sul grande piazzale pedonale del sagrato, che viene così a costituire un ulteriore ampliamento dello spazio liturgico. La navata lascia filtrare la luce, la cui intensità è maggiore nella zona dell'altare della celebrazione, centro focale di tutto lo spazio. La cattedra e l'ambone per le letture sono posti a lato, in posizione di equilibrio tra l'altare e la croce presbiteriale in legno. Dall'area presbiteriale verso l'assemblea dei fedeli si apre la schola per il canto, provvista di organo, il cui piano a gradoni sale lievemente, favorendo così un contatto più diretto di quest'ultimo spazio con quello assembleare. Sul lato destro dell'aula, in posizione ribassata, è situato il battistero, che riceve luce dall'alto attraverso un lucernario a piramide e su un lato dalla vetrata fissa affacciata verso il fiume. Il relativo vano permette la presenza dei fedeli al rito battesimale ed è in stretto rapporto con quello della chiesa. 

    La struttura portante è costituita da sei archi di diverse dimensioni. Anche le "vele" della copertura – "che 'si rompe' negli shed dallo sviluppo inclinato, affacciati a Nord" – sono state eseguite in stabilimento e successivamente trasportate ed assiemate in cantiere.

    Le finiture di facciata sono state realizzate con lastre di pietra arenaria dello spessore di 4 cm. All'interno la pavimentazione è in piastrelle di cotto toscano di 30×30 cm, ad eccezione della zona presbiteriale, pavimentata con listelli di marmo bianco di Carrara con levigatura a rustico. L'intera superficie interna della chiesa è stata finita con rivestimento murale plastico rasato, di colore bianco. Gli arredi di sacrestia, le panche, le lampade e le maniglie in bronzo delle porte sono state realizzate su disegni di Aalto. 

    Il campanile, terminato nel 1994, costituito da "lame" verticali di cemento armato gettato in opera, rispetta il posizionamento occupato nella planimetria generale aggiornata da Aalto nel 1976.

    Recentemente è stata ultimata anche la zona porticata a lato del sagrato, che viene così a definire ulteriormente l'intero complesso architettonico del grande maestro finlandese.

    La Santa Messa all'interno della Chiesa è celebrata ogni domenica alle ore 11.00.

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    Pubblicato in Arte e Cultura
    Giovedì, 25 Ottobre 2012 09:22

    Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria"

    Via Porrettana Sud, 13 - 40043 Marzabotto (BO)
    Per maggiori informazioni consultare  www.archeobo.arti.beniculturali.it

    Il Museo nazionale etrusco "Pompeo Aria" conserva i resti recuperati di Kainua, l'antica città di Marzabotto, una delle più grandi e meglio conservate città etrusche.
    Dedicato al conte Pompeo Aria, primo a progettare la raccolta dei reperti, oggi il museo sorge all'estremità dell'area archeologica, di proprietà dello Stato italiano dal 1933.
    La sua importanza è dovuta al fatto che il sito, a differenza di qualsiasi altra città etrusca, è rimasta per molto tempo dimenticata ed isolata e questo ha contribuito a preservarne gli originari complessi urbani, risalenti alla seconda metà del VI secolo a.C..
    Una serie di scavi ufficiali iniziarono nel 1862 ad opera di archeologi, come Giovanni Gozzadini, Gaetano Chierici ed Edoardo Brizio, a cui si deve una prima collocazione di reperti all'interno del museo che nel frattempo era stato creato all'interno della villa.
    Il museo subì diversi danni durante la Seconda Guerra Mondiale, l'allestimento attuale comprende i reperti ritrovati nelle varie campagne di scavo che si sono susseguite nel corso delle estati a partire dal 1950.

    All'interno del percorso è possibile ammirare vasi, bronzi, segnacoli tombali e balsamari provenienti direttamente dalle necropoli, vari materiali dell'abitato, dall'acropoli e dal santuario fontile, terrecotte dell'acropoli e delle abitazione, e ritrovamenti recenti, tra cui una testa di kouros greco e il Tempio di Tinia.

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    Lunedì, 23 Novembre 2015 08:15

    Rocchetta Mattei

    Ponte Rocchetta, 46A - 40030 Grizzana Morandi (Bo)
    Per maggiori informazioni www.rocchetta-mattei.it Tel. 051 6730311 / 35 - E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Situata sull'Appennino bolognese, su di un'altura posta a 407 metri sul livello del mare, in località Savignano nel comune di Grizzana Morandi, fu la dimora del conte Cesare Mattei, letterato, politico e medico autodidatta fondatore dell'elettromeopatia, pratica fondata sull'omeopatia. 

    Cesare Mattei nacque a Bologna l'11 gennaio 1809 da famiglia agiata, e crebbe a contatto con i massimi pensatori dell'epoca come Marco Minghetti, Antonio Montanari, Rodolfo Audinot e Paolo Costa. E' stato uno dei fondatori della Cassa di Risparmio a Bologna.
    Nel 1847 ricevette la nomina di Conte da papa Pio IX a fronte di una donazione terriera in quel di Comacchio, la fortezza di Magnavacca. Dopo la morte della madre nel 1844 inizia a credere che la medicina classica non sia stata in grado di curare la madre e nemmeno di alleviarne il dolore durante la sua malattia. Questo è il motivo del suo ritiro presso la tenuta di Vigorso dove inizia a studiare una "nuova medicina".

    L'acquisto dei terreni dove sorgevano le rovine dell'antica rocca di Savignano risalirebbe al 1850 ed il 5 novembre dello stesso anno venne posata la prima pietra del castello che avrebbe chiamato poi  "Rocchetta".  

    Per il Conte Mattei la Rocchetta fu il luogo del viaggio verso un sapere ben preciso, dedicando quasi tutta la vita allo studio di una scienza medica empirica, denominata Elettromeopatia, che praticava presso il castello e che lo ha portato a  fama mondiale nel ventennio 1860-1880.

    La Rocchetta Mattei fu poi venduta a Primo Stefanelli, dopo i vari tentativi di cederlo al Comune di Bologna o ad altri enti. Questo dopo aver aggiunto particolari inesistenti in precedenza come prigioni, pozzo a rasoio ecc. lo gestisce come attrazione fino a quando non viene chiusa per problemi di stabilità e sicurezza.

    Nel 2005 la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna (Carisbo) acquista il castello e dopo un accurato studio progettuale ne inizia il consolidamento ed un fedele restauro giunto ad oggi a circa 2/3 del totale. Da Agosto 2015, la parte ristrutturata, è stata riaperta al pubblico secondo un accordo siglato da Fondazione, Comune di Grizzana Morandi, Proloco di Riola e supporto delle altre associazioni del paese.

    INFORMAZIONI per VISITARE il LUOGO

    La Rocchetta Mattei è visitabile il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 15 nel periodo invernale e dalle 9,30 alle 13 e dalle 15 alle 17,30 durante il periodo estivo.

    Il biglietto di ingresso costa 10 €.
    L’ingresso è gratuito tutte le prime domeniche del mese.

    La prenotazione è obbligatoria.

    L'architettura dell'edificio

    L'insieme di edifici che forma il castello odierno è collocato su un complesso medievale, appartenuto agli imperatori Federico il Barbarossa e Ottone IV e dominio della Contessa Matilde di Canossa, che vi tenne come custode un vassallo, Lanfranco da Savignano. La necessità della difesa del passaggio sul Reno rese prezioso questo castello ai sovrani del tempo. Caduto in potere dei Bolognesi, e creata una linea difensiva più avanzata, la rocca divenne inutile e fu distrutta nel 1293.
    Prima di scegliere come luogo per la costruzione del suo castello la località Savignano, pare che Cesare Mattei avesse visitato diversi luoghi. Il luogo fu preferito per molte ragioni: la comodità dell'accesso, l'isolamento del rialzo roccioso formante un gigantesco piedistallo naturale, la situazione del luogo sulla confluenza dei fiumi Limentra e Reno, le vallate dei quali domina sovrano questo scoglio in faccia al pittoresco gruppo di Montovolo e Monvigese. Lo stile prevalente è il moresco, a cui si aggiunge l'architettura italiana medioevale e moderna.

    Rocchetta Mattei
    Ponte Rocchetta, 46A - 40030 Grizzana Morandi (Bo)
    Per maggiori informazioni www.rocchetta-mattei.it Tel. 051 6730311 / 35 - E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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    Lunedì, 09 Novembre 2015 11:16

    Lago del Brasimone

    Località Brasimone - 40032 Camugnano (BO)
    Per maggiori informazioni contattare il comune Camugnano  www.comunecamugnano.gov.it Tel. 0534 41711

    Il lago o bacino del Brasimone, è un lago artificiale costruito sull'Appennino bolognese lungo il torrente Brasimone agli inizi del Novecento e completato nel 1911 ed è situato ad un'altitudine di circa 850m; il lago del Brasimone è anche il più antico dei quattro costruiti dalle Ferrovie dello Stato per l'alimentazione della linea ferroviaria Bologna-Pistoia (Suviana, Pàvana e Santa Maria). Il suo invaso ricade interamente all'interno del territorio comunale di Camugnano ed è inserito all'interno del Parco regionale dei laghi Suviana e Brasimone.

    La sua funzione principale è quella di produrre energia grazie alla gestione dell' Enel di continui scambi di notevoli masse d' acqua con il confinante bacino di Suviana. Per questo motivo il livello dell'acqua può subire variazioni nell'arco di poche ore. Il bacino viene alimentato da un torrente detto anch'esso Brasimone, ed ha un emissario che poi diventa il  Bacino di Santa Maria. Nel punto più profondo del Lago, è situato un vecchio mulino.

    Il lago ha una cornice a dir poco meravigliosa, contando che si trova immerso fra boschi e montagne fantastiche, inoltre in certe giornate è possibile osservare l'acqua cristallina e limpida. 

    Il Lago del Brasimone è punto di ritrovo per gli amanti della pesca, e ne consente vari tipi: dallo spinning alla pesca all'inglese, dalla bolognese alla roubasienne, dallo striscio alla ledgering e ovviamente il carpfishing.

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    Lunedì, 09 Novembre 2015 11:12

    Lago del Cavone

    Località Cavone - 40042 Lizzano in Belvedere (BO)
    Per maggiori informazioni contattare il comune Lizzano in Belvedere www.comune.lizzano.bo.it Tel. 0534 51024

    All'interno del Parco Regionale del Corno alle Scale nell'Appennino bolognese, vi è un piccolo invaso artificiale, a fianco del rifugio, nato dove un tempo il Rio Piano suo emissario, formava una piccola palude.
    Raccoglie quindi le acque provenienti dal circo glaciale del Cavone.

    Tra le curiosità, in primavera nelle sue acque è possibile scorgere le caratteristiche ovature gelatinose di rana temporaria, un anfibio dalla colorazione rossastra che abita gli ambienti umidi oltre i 1000 m di quota.

    E' possibile raggiungere il Laghetto sia tramite la strada asfaltata sia con suggestivi percorsi escursionistici che lo collegano ad altri borghi e paesi dell'Appennino bolognese.

    Il luogo è molto suggestivo nel periodo autunnale, quando si colora di mille calde sfumature.

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    Lunedì, 09 Novembre 2015 11:05

    Sorgenti Termali Sotterranee di Porretta Terme

    Via Roma, 5 - Porretta Terme - 40046 Alto Reno Terme (Bo)
    Per maggiori informazioni www.termediporretta.it - Tel. 0534 22062 - e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Le Sorgenti termali sotterranee delle Terme di Porretta si trovano a circa 60 km da Bologna, nel comune di Alto Reno Terme (BO). 

     La visita guidata permette di scoprire le meraviglie presenti nella galleria sotterranea che collega lo stabilimento e il parco termale con l'edificio della Porretta Vecchia. Un suggestivo percorso tra i cunicoli scavati nella roccia che permette di scoprire le tre sorgenti solfuree tra cui la Porretta Nuova, utilizzata direttamente per la bibita e le cure inalatorie.

    In un tratto della galleria si può vedere la roccia viva, i cristalli di quarzo, la grafite, rarità geologiche e mineralogiche di particolare interesse, la sorgente nel suo ambiente naturale e le fuoriuscite di metano, la scoperta di un ambiente naturale dal quale escono acque termali benefiche. 

    Informazioni per la visita

    Prezzo € 12.00

    L’ingresso nei sotterranei non è consentito ai bambini di età inferiore ai 6 anni

    È necessario munirsi di scarpe chiuse con suola gommata.

    Il turno visita parte solo con un minimo di 4 persone

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    Vicino a Pistoia 35 km
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