Mercoledì, 13 Giugno 2018 15:19 Sport e Trekking

Via Romea dei Guidi

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Un itinerario che affascina il viaggiatore, attraversante una parte della Romagna e della Toscana estremamente selvaggia, suddiviso in 11 tappe per un totale di 205 km, con una particolare ricerca di collegamento fra i complessi monastici della zona, come la Pieve in Ottavo di Brisighella (RA), l’Abbazia di Santa Reparata a Marradi (FI),  l’Eremo di S. Barnaba a Gamogna, l'Abbazia di San Giovanni Battista in Acereto a Lutirano, l’Abbazia di San Benedetto in Alpe, l’Eremo ed il Monastero di Camaldoli ed infine  il santuario francescano della Verna.


DOVE

Romagna-Toscana (Bassa Ravennate – Alto Mugello – Casentino)
Partenza: Ravenna - Casal Borsetti (RA) Arrivo: Santuario della Verna (AR)


TAPPE

11 (media: circa 18 km a tappa)  


 ALTRE INFORMAZIONI

Via Romea dei Guidi

Le antiche strade romane che scavalcano l’Appennino videro nel Medioevo un andirivieni fitto e costante: genti da tutti i paesi, anche dalle lontane terre del Nord e dell’Est europeo andavano a Roma; passato in qualche valico il bastione delle Alpi, disperse in rivoli nella grande pianura del Po, affrontavano poi l’ostacolo insidioso degli Appennini. Gli ungari, i russi ed i tedeschi avevano la loro strada, la “melior via” per Roma, che chiamavano “Romea”, o “Teutonica”,  o anche “Germanica” o “di Alemagna”. Nel viaggio sfruttavano il sistema abbaziale, che doveva quindi coprire i due versanti montani, offrendo l’assistenza ai pellegrini e ai viandanti in un punto delicato come il valico dell’Appennino. L’osservazione storica è che sui medesimi territori e nella stessa spazio temporale, nasce (sec. X) e fiorisce il potere politico dei Conti Guidi: Conti palatini di Toscana, ebbero un vasto stato patrimoniale, e dominarono su gran parte della Romagna, fino al Pratomagno e al versante valdagnese della Toscana. Questo intreccio fra le due realtà ci ha incuriosito molto, creando il presupposto per lo studio e lo sviluppo del presente itinerario. 

Lasciamo la Via Romea Germanica all’altezza di Casal Borsetti (RA) e ci inseriamo in questa variante che avrà come compagni di viaggio i Conti Guidi, i Signori che dominarono nell’Appennino tosco-romagnolo nel medioevo. Ci allontaniamo dalla piccola cittadina di mare percorrendo un’ottima pista ciclopedonale, in direzione Ravenna, parallela alla costa ed arriviamo sul fiume Lamone. Da qui inizia un percorso che risale l’argine sinistro del Lamone fino ad arrivare a Villanova di Bagnacavallo. 4km e arriviamo alla E55 che sottopassiamo; altri 5,3km e attraversiamo la SP1. 10km e siamo a  Mezzano, il centro abitato dove possiamo trovare ristoro. Meno di 4km e siamo a Villanova.
Anche questa tappa si svolge lungo l’argine sinistro del fiume Lamone, attraversando piccole borgate e incontrando interessanti edifici storici.

Dal centro di Villanova ritorniamo verso il fiume, saliamo sull’argine  e giriamo a destra;  150m e sottopassiamo il Ponte della Pace. Continuiamo seguendo l’argine e dopo 4,80km arriviamo a Traversara, piccola località con un bel Palazzo torre. Sotto-passiamo la A14 per Ravenna, poi la SP253: se giriamo a destra, ma attenzione al traffico, possiamo arrivare in meno di 5km al centro di Bagnacavallo che certamente merita la fatica di questa variante.
Riprendiamo il cammino sull’argine e dopo circa 2km attraversiamo la ferrovia; 4km siamo sulla  SP20 (attenzione al traffico) e subito dopo altra linea  ferroviaria; 4km e siamo sopra il Canale Emiliano-Romagnolo, poco più di 3km e sottopassiamo la SP302, altri 4km e siamo sotto la A14 per Bologna. Ancora 7km  lungo l’argine del fiume Lamone ed entriamo in Via Filanda Vecchia che lasciamo dopo 280m per riprendere a sinistra l’argine; sottopassiamo la linea ferroviaria, superiamo Via Fratelli Rosselli e arriviamo al Ponte delle Grazie, giriamo a destra su Corso Saffi, 400m e siamo in centro a Faenza.

Dal centro di Faenza prendiamo Corso Matteotti, poi sempre diritto lungo Via Marconi, Via Firenze fino alla rotonda della Bocca dei Canali. Qui  abbandoniamo la strada principale, giriamo a destra sotto la ferrovia dove ha inizio il CAI 505 e saliamo per asfaltata seguendo le indicazioni per Castel Raniero. Superiamo l’ottocentesca neoclassica Villa Rotonda, un incrocio a destra e sulla sinistra la chiesa di Castel Raniero. Poco dopo Olmatello lasciamo al trivio l’asfaltata e saliamo per 1km a sinistra nel campo per sentierino fino a La Berta dove rincontriamo l’asfalto. Proseguiamo per asfaltata per circa 1,5 Km. In località Cà Nova lasciamo l’asfaltata e voltiamo a sinistra per carrozzabile. In breve la stradina inizia a scendere compiendo un ampio arco a sinistra. Appena passato un guardrail lasciamo la carrozzabile che continua in discesa e andiamo a destra: iniziamo un percorso per circa 7km inizialmente per largo sentiero, poi per traccia in salita costeggiando dei coltivi. Ha inizio la discesa per l’affilato calanco segnalata con cartello CAI. Prestare attenzione allo stretto crinale a Est di Traversara esposto e scivoloso con fondo bagnato e a Sud di M.Rinaldo in erosione, passaggio ancora esposto e scivoloso. Il sentiero risale verso il rudere di Ca’ Vicchio passa vicino ad un laghetto artificiale e arriva al borgo di Case Trebbo dove il CAI 505 prosegue costeggiando un campo. Innesto sull’asfaltata: a sinistra si va in meno di 2km a Brisighella, a destra si prosegue per il 505.

Da Brisighella ritorniamo sui nostri passi fino al borgo di Case Trebbo, innesto su strada asfaltata; giriamo a sinistra e  proseguiamo per il CAI505. Superiamo il  Manicomio (“E Manicomi” ristorante-bar da Mario) fino ad un bivio dove si svolta a sinistra per “Via Rontana” in salita con le indicazioni per il Parco del Carnè. Nei pressi di Ca’ Il Borgo incrocio con il CAI 511, noi  proseguiamo per l’asfaltata principale che sale a destra.200m e giriamo a destra. Seguiamo per 2,7km le indicazioni per il rifugio del Carnè e il centro visitatori sempre lungo il 505. Dal Carnè  proseguiamo per 500m sul CAI 505 in salita fino all’asfaltata che prendiamo a destra passando a fianco la casa di Collina ed in breve si inizia a scendere. Si prosegue sempre su asfaltata segnata CAI 505 trascurando l’innesto a sinistra sulla provinciale SP.63 per Fognano, poi quello a destra per Zattaglia e si oltrepassa il bivio per Torre Pratesi. Dopo circa 1 Km lasciamo la stradina asfaltata e, a sinistra, imbocchiamo la forestale chiusa da sbarra che in salita va verso il monte Giornetto. Il crinale domina le vallate del Lamone e del Sintria, attraversa boschi e scarpate e, con qualche passaggio pericoloso, segue il crinale con continui su e giù. Nei pressi di Poggio Termine incrocio a sinistra con CAI 579,  noi continuiamo dritti per il largo CAI 505 che porta a Ca’ Malanca, edificio ristrutturato ora adibito a museo della resistenza. Poco dopo Cà Malanca imboccchiamo il sentiero a destra CAI 627 che in 45 minuti ci porta all’agriturismo Il Poggiolo.

Dal Poggiolo ritorniamo sul sentiero CAI 627 fino a Cà Malanca. Da qui  proseguiamo, a destra, lungo l’asfaltata per abbandonarla poco dopo e seguire a destra i segni CAI 505 fino a Croce Daniele dove si trova l’omonimo Ristorante.  Proseguiamo per asfaltata in salita a fianco della piccola chiesa fino all’incrocio per l’Osservatorio di Monte Romano; proseguiamo per qualche metro poi giriamo a destra  sulla carrozzabile CAI 505; 800m e incontriamo una strada asfaltata che superiamo e continuiamo per 1km lungo una bella cresta in foresta; al trivio prendiamo a destra e continuiamo in cresta per 2km fino alla Chiesuola. Sempre seguendo il  CAI 505  lungo la cresta, superiamo Monte Gamberaldi (sopra l’agriturismo Gamberaldi) fino ad incrociare, dopo Le Lastre, l’antica mulattiera che collegava Palazzuolo sul Senio a Marradi. All’incrocio con il sentiero CAI 519, giriamo a  sinistra e, oltrepassate le case di Mondera, con 2,5km in discesa siamo a Poggio Cà del Falco; continuiamo a scendere, passiamo Cà del Vento e arriviamo a Marradi, di fronte alla stazione ferroviaria. Giriamo a sinistra e in 400m siamo sul ponte sul fiume Lamone; attraversiamo e seguiamo Via Fabroni che in 250m ci porta in centro.

Da Marradi attraverso un voltone in Via Fabbrini risalendo lo stretto “vicolo della Badia” segnato CAI 521. Appena risalito, lasciamo il vicolo per il sentiero a sinistra di fianco una casa con le indicazioni per il ristorante “Colombaia” Arrivati al ristorante “Colombaia”, ignorando l’asfaltata d’accesso, prendiamo la carrozzabile in piano di fianco ad una vecchia cappella che diventa cementata e inizia a salire. In prossimità di un crocifisso e una vecchia cisterna di cemento continua a destra per sentiero. Appena risaliti siamo in un largo stradello che va a sinistra e subito raggiungiamo la carrozzabile che teniamo a destra per pochi metri, poi la lasciamo perché il CAI 521 risale ripidamente a sinistra e continua passando sotto un traliccio della luce per andare a costeggiare una pineta. Stiamo sul CAI 521 che risale ripidamente fino alla grande casa colonica ristrutturata di Monte Gianni. Rimaniamo sulla sterrata in leggera salita che è sempre CAI 521. Aggiriamo il versante est di monte Castelnuovo superiamo un capanno di caccia in muratura dove il sentiero si allarga a mulattiera. Trascuriamo a destra il CAI 517/A per Botteghette e a sinistra il CAI 583 che s’inoltra nel bosco. All’incrocio successivo abbiamo due possibilità: o continuiamo per il CAI 521 o teniamo il CAI 521/B di crinale. Il CAI 521 prosegue a sinistra fino ad incrociare una sterrata che prendiamo a destra. Questa strada percorre a mezzacosta l’andamento sinuoso delle valli fino ad arrivare al cimitero, poi alla fonte ed infine all’Eremo di Gamogna. Il 521/B invece supera ripide creste e regala meravigliosi panorami, poi incrocia il 521/C, incontra una Piccola cappella abbandonata, e arriva alla mulattiera che passa a poca distanza da un grande rudere per innestarsi  sulla mulattiera CAI 521/AM che teniamo a sinistra in piano fino a  Gamogna, antico eremo dell’XI secolo nel quale vivono le monache delle Fraternità Monastiche di Gerusalemme. Dopo una doverosa visita alla chiesa e al delizioso chiostro, si prosegue sul sentiero CAI 521 che seguendo a mezzacosta l’andamento dei crinali, ci porta alle Case Nuove dell’Eremo incrociando l’asfaltata che da Marradi porta a San Benedetto. Svoltiamo a sinistra percorrendola per alcune decine di metri per imboccare poi a destra in salita un sentiero. In breve incrociamo la sterrata che a destra porta alla Capanna del Partigiano e al Monte Lavane mentre noi prendiamo a sinistra fino a raggiungere un grande cancello che non superiamo. Da li parte sulla destra il sentiero dell’Inferno segnalato CAI 429. E’ un sentiero che comincia in leggera salita e prosegue sulla cresta regalando ampie vedute panoramiche per poi scendere repentinamente verso le Case di Pian Baruccioli e poi all’Acquacheta. Nel punto di affaccio sulla possente cascata incrociamo il sentiero che prenderemo per raggiungere San Benedetto. Prima però non si può non proseguire per vedere al guado del Fosso di Cà del Vento la “Cascatella Piccola” e poi risalire lungo l’antica e sconnessa massicciata per arrivare alla Piana dei Romiti. Si tratta di un ampio pianoro più volte attraversato dal torrente Acquacheta che poi si lancia nel vuoto per formare la famosa cascata. Ritornati sui nostri passi prendiamo il sentiero CAI 407 che ci porterà facilmente a San Benedetto.
Da San Benedetto in Alpe subito dopo il ponte con cui la statale supera il Fosso Acquacheta, si prende a destra il sentiero n. 409, segnalato per le Cascate dell’Acquacheta passando per Monte del Prato Andreaccio, molto impegnativo soprattutto nel tratto iniziale. In corrispondenza di un bel punto panoramico, segnalato da un cartello, abbandoniamo il sentiero 409 che a destra riporta alla Cascata e noi proseguiamo sul crinale lungo il 419 che si allarga. Questo facile viottolo, conduce ad una strada bianca che a destra porta nuovamente alla Piana dei Romiti mentre noi proseguiamo a sinistra e seguiamo la stradina incontrando la sbarra del Crocione. In basso a sinistra si intravede il solitario Eremo dei Toschi oggi adibito ad agriturismo e raggiungibile in una decina di minuti. Il tragitto dalla sbarra del Crocione al Passo del Muraglione è una piacevole passeggiata su strada forestale fino alla Colla della Maestà e poi su sentiero in cresta che sfiora la Fiera dei Poggi dove in agosto si svolge la tradizionale fiera con animali, oggetti e prodotti locali. Proseguendo si arriva al Muraglione. Il bar del passo è molto frequentato soprattutto da motociclisti e dall’ampia terrazza si ammira il profilo del Falterona. Il Passo è incrocio di tante vie, di qui passa lo 00 il sentiero del crinale dell’Appennino che fa da spartiacque fra Adriatico e Tirreno. Facciamo attenzione ad imboccare il sentiero CAI 6 che scende, incrocia l’asfaltata dei Tre Faggi per poi abbandonarla in breve e ridiscendere. Si passa attraverso secolari castagneti, alcuni abbandonati altri ben curati, è un bosco silenzioso e solitario. All’incrocio con il sentiero CAI 6B, abbandoniamo il CAI 6 che porta a San Godenzo, per seguire il CAI 6B poi il CAI 7 e infine il CAI 14B che passando dal bel borgo di Serignana e poi da un piccolo cimitero ci porta a Castagno D’Andrea.

Da Castagno D’Andrea saliamo lungo il 16, incrociando più volte la strada, e arriviamo alla sbarra della forestale nei pressi della Fonte del Borbotto. Attraversiamo la sbarra e troviamo subito a destra il bel sentiero 17 che incontrando tanti luoghi ricchi di fascino e mistero, aggira il Monte Falterona. Gorga Nera, Capo D’Arno, Lago degli Idoli. Non è solo una passeggiata ma un tuffo in un passato lontano ricco di storie fantastiche. E com’è strano vedere la sorgente dell’Arno così piccola e modesta. A Capo D’Arno seguiamo il 3, passiamo dal suggestivo Lago degli Idoli e raggiungiamo il piccolo rifugio Vitareta. Proseguiamo per Vitareta fino al Passo di Bocca Pecorina dove ci immettiamo a sinistra nel sentiero 2. Attraversiamo ampi prati, trascuriamo a sinistra il sentiero 2A e proseguiamo dritti fino al castello di Porciano e infine, sempre lungo lo stesso sentiero, a Stia.

Dal centro di Stia, lungo la statale per il Passo della Calla, prendiamo lo stradello 72 che porta all’abitato di Lonnano. La prima notizia storica del luogo risale al 1007 quando Gisla, figlia di Tegrimo il vecchio dei Conti Guidi, fece una donazione al monastero di Strumi nella quale viene ricordato Lonnano. Da qui sempre lungo il sentiero 72 raggiungiamo l’asfaltata per Casalino. La percorriamo a sinistra per qualche centinaio di metri per poi lasciarla e seguire le indicazioni a sinistra per il sentiero 76 fino a croce Gaggi dove si prende il 74 fino al Sacro Eremo. Dopo la visita all’eremo proseguiamo per Camaldoli in continua discesa lungo il piacevole tracciato 68 incontrando la chiesetta dedicata a San Romualdo e più a valle quella dedicata alla Madonna delle Nevi.
Lasciamo il bellissimo borgo di Camaldoli con il suo imponente monastero. Il percorso inizia davanti al Museo della Forestale, a valle del ponte sul torrente Camaldoli, lungo il sentiero CAI 72 e dopo circa un’ora di salita, intramezzata da pochi punti dove poter riprendere respiro, un viale ci annuncia la vicinanza del Rifugio di Cotozzo (1114 m slm). È un piccolo edificio in muratura, con fuori una fonte, da poco rimesso in sesto. Si mantiene il 72 che da lì prosegue per Poggio Brogli. Poco dopo Poggio Brogli c’è un bivio, prendere a destra e proseguire fino ad incontrare un ruscelletto, dove c’è un palo che contiene la tabella con la scritta “bandita caccia e pesca”. Superiamo il ruscello e facciamo attenzione a non perdere la traccia nascosta in certi periodi da alte felci. Poco dopo il sentiero ne incrocia un altro, CAI 66, che trascuriamo proseguendo lungo il CAI 72. Si continua sempre per Badia e da qui inizia un tratto di falsopiano con brevi salite e discese (la Cavalla Pazza) e poco dopo ci si trova di fronte a un bivio: prendere il sentiero di destra (l’altro porta al passo dei Fangacci). Si giunge in località Casanova e immediatamente dopo l’edificio, si può svoltare a sinistra per un’antica mulattiera in ripida discesa, che porta su una strada sterrata e poi sulla provinciale e a Badia Prataglia.  Dalla chiesa di Badia si prende per via Eden, asfaltata e in discesa seguendo il CAI 73. Dopo poche centinaia di metri, si svolta a sinistra per una strada anch’essa asfaltata segnalata come “La Casa – il Romito”. Si supera il torrente Archiano in fondo alla valle e inizia l’ascesa del Poggio della Cesta. Si prosegue in leggera salita per poi scendere dolcemente fino ad un incrocio di sentieri (località “Quattro Vie”) con tabelle indicanti varie direzioni: si prosegue per “Frassineta”, sempre lungo il CAI 73, che si raggiunge dopo poco più di due ore da Badia. Nel piccolo borgo di Frassineta si trova una fontana con acqua potabile, che si raggiunge scendendo per una stradina asfaltata in mezzo alle poche case. Da Frassineta si prende una stradina sterrata in direzione sud indicante Rimbocchi CAI 70. Seguiamo sempre la stradina trascurando i segni a destra del sentiero 71. Ci si immette nella strada forestale che seguiamo a sinistra e raggiungiamo la massima altitudine (893 m). Da qui sempre lungo il CAI 70 raggiungiamo il paese di Rimbocchi che dall’alto già intravediamo. Oppure seguiamo le deviazioni CAI 70/A per raggiungere il rifugio alpino di Podere Santicchio.

Da Rimbocchi si segue la strada per Chiusi per qualche centinaio di metri, si attraversa il torrente seguendo il CAI 53, senza mai abbandonarlo. Durante la stagione invernale o in condizioni di grosse piogge, è difficile attraversare il fiume. In questo caso l’alternativa da Rimbocchi è risalire l’asfaltata per Bibbiena per 500 metri circa e prendere il Cai 52 che si ricongiunge in cima al poggio con il CAI 53. Poi si attraversa l’asfaltata che contorna il M. Penna e si continua per il CAI 53. In breve si arriva ai piedi delle rupi, attraversando La Ghiacciaia, dove antiche frane avvolte dalla foresta conservano la neve fino a primavera inoltrata, per poi giungere alla base del Precipizio, alla cui sommità si affacciano gli edifici della Verna. Varcato un cancello si incrocia l’antico viottolo lastricato che sale da La Beccia, principale accesso pedonale al Santuario: otto secoli fa, lungo questa via san Francesco salì al monte per la prima volta circondato da uno stormo di uccelli vocianti. Ci immergiamo nell’austerità del luogo, ammirando come la pietra dell’edifico sia un tutt’uno con la natura circostante. Dal Santuario si scende per la vecchia mulattiera e per vicoli e in breve si arriva a Chiusi della Verna dove si trovano altri punti per riposare o mangiare.

LA PRIMA TAPPA: DA CASAL BORSETTI (RA) A VILLANOVA
Lunghezza: 30 km
Salita: 8 m
Discesa: 0 m

LA SECONDA TAPPA: DA VILLANOVA A FAENZA
Lunghezza: 25,30 km
Salita: 34 m
Discesa: 0 m

LA TERZA TAPPA: DA VILLANOVA A BRISIGHELLA
Lunghezza: 18 km
Salita: 496 m
Discesa: 413 m

LA QUARTA TAPPA: DA BRISIGHELLA A IL POGGIOLO
Lunghezza: 18,87 km
Salita: 966 m
Discesa: 684 m

LA QUINTA TAPPA: DA IL POGGIOLO A MARRADI (FI)
Lunghezza: 18,43 km
Salita: 784 m
Discesa: 868 m

LA SESTA TAPPA: DA MARRADI A SAN BENEDETTO IN ALPE (FC)
Lunghezza: 22 km
Salita: 1097 m
Discesa: 925 m

LA SETTIMA TAPPA: DA SAN BENEDETTO IN ALPE (FC) A CASTAGNO D’ANDREA (FI)
Lunghezza: 17,11 km
Salita: 984 m
Discesa: 765 m

LA OTTAVA TAPPA: DA CASTAGNO D’ANDREA A STIA (AR)
Lunghezza: 17,1 km
Salita: 797 m
Discesa: 1071 m

LA NONA TAPPA: DA STIA A CAMALDOLI
Lunghezza: 14,7 km
Salita: 983 m
Discesa: 608 m

LA DECIMA TAPPA: DA CAMALDOLI A RIMBOCCHI
Lunghezza: 18,4 km
Salita: 1020 m
Discesa: 1297 m

LA UNDICESIMA TAPPA: DA RIMBOCCHI A LA VERNA
Lunghezza: 6,5 km
Salita: 722 m
Discesa: 146 m


Difficoltà: il percorso presenta moderate difficoltà tecniche nella buona stagione: occorre porre attenzione nel periodo invernale. La classificazione escursioni CAI è di (E) per tutte le tappe, tranne la prima (T).

La Via Romea dei Guidi

Altri percorsi in Appennino

Nel corso dell'appuntamento saranno presentati i risultati ottenuti da Vivi Appennino e da Appennino Bike Tour, inoltre sarà presentato il Piano di Sviluppo della Dorsale 2018-20 con riferimento specifico al territorio bolognese.


DOVE

Sala Civica - Silla di Gaggio Montano (Bo)


 QUANDO

Martedì 27 febbraio 


 ALTRE INFORMAZIONI

Segreteria Organizzativa Tel. 0534 24183

 

Giunge alla terza edizione l'appuntamento con la Conferenza Organizzativa del Turismo in Appennino organizzata per martedì 27 febbraio realizzata e promossa da Confcommercio Ascom Bologna e Vivi Appennino.
Dopo anni di intenso lavoro, si concretizza sempre più l’impegno per valorizzare l’Appennino attraverso un progetto partecipato tra istituzioni locali, associazioni, imprese e cittadini. Presiederà l'incontro Enrico Postacchini, presidente Confcommercio Ascom Bologna.
Dopo il saluto del sindaco di Gaggio Montano Maria Elisabetta Tanari dell'Assessore al Turismo Regione Emilia-Romagna Andrea Corsini, prenderà la parola Enrico Della Torre – direttore di Vivi Appennino che relazionerà sullo stato di attuazione del progetto e dei lavori fin qui svolti. Sul palco interverranno poi Diego Vitali - Direzione Web - Vivi Appennino che presenterà il nuovo Sistema di Ricerca Territoriale Geolocalizzata e la mappatura della Destinazione Appennino su www.viviappennino.com e Daniela Isetti - Vice-Presidente vicario federale Federazione Ciclistica Italiana. A seguire si svolgerà una tavola rotonda per parlare di turismo e dello sviluppo dell'Appennino con interventi di Massimo Gnudi – Consigliere delegato alle Politiche per l’Appennino bolognese della Città metropolitana di Bologna, Celso De Scrilli – Presidente di Bologna Welcome, Liviana Zanetti – presidente APT Emilia Romagna, Tiberio Rabboni – presidente GAL Appennino Bolognese, Roberto Zalambani – Stampa Specializzata Nazionale UNAGA, Stefano Ferrari – presidente Unione Nazionale Pro-loco Emilia-Romagna.
Il Ministro Gian Luca Galletti concluderà i lavori del Convegno, un appuntamento fondamentale a cui sono invitati a partecipare cittadini, imprese e operatori del settore.

Programma

Presiede 
Enrico Postacchini
Presidente Confcommercio Ascom Bologna

Saluti di:
Maria Elisabetta Tanari
Sindaco di Gaggio Montano

Andrea Corsini
Assessore al Turismo Regione Emilia-Romagna

Introduzione di:
Enrico Della Torre
Direttore Vivi Appennino
Presentazione del Piano di Sviluppo della Dorsale 2018-20 con riferimento specifico al territorio bolognese

Interventi di:
Diego Vitali
Direzione Web - Vivi Appennino
Presentazione del nuovo Sistema di Ricerca Territoriale Geolocalizzata e mappatura Destinazione Appennino su www.viviappennino.com

Daniela Isetti
Vice-Presidente Federazione Ciclistica Italiana

TAVOLA ROTONDA
Massimo Gnudi
Consigliere delegato alle Politiche per l’Appennino bolognese
della Città metropolitana di Bologna

Celso De Scrilli
Presidente Bologna Welcome

Liviana Zanetti
Presidente Apt Servizi Srl Regione Emilia-Romagna

Tiberio Rabboni
Presidente GAL Appennino Bolognese

Roberto Zalambani
Stampa Specializzata Nazionale UNAGA

Stefano Ferrari
Presidente Pro Loco Emilia Romagna - UNPLI 

Conclusioni di:
Gian Luca Galletti
Ministro dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare

Per maggiori informazioni e conferma presenza

Segreteria Organizzativa
Tel. 0534 24183

Per avere informazioni e confermare la propria presenza contattare la
Segreteria Organizzativa

Scopri l'Appennino

Grotta della Monaca

Centro Visita Grotta Della Monaca, SP263, 51 - 87010 Sant'Agata di Esaro (CS) Per maggiori informazioni: Sito di riferimento www.grottadellamonaca.it  - E-mail segreteria@enzodeimedici.it  L’alta valle del fiume Esaro, presso Sant’Agata di Esaro Veduta…

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Monteacuto delle Alpi - 40042 Lizzano in Belvedere (BO)Per maggiori informazioni contattare il comune Lizzano in Belvedere www.comune.lizzano.bo.it Tel. 0534 51024 Fa capolino tra le montagne, sorge su un cucuzzolo a 915 metri di…

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