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Epifania in Appennino, tra tradizione e grandi eventi

Il 6 Gennaio è il giorno dell’Epifania, durante il quale la Chiesa Cattolica ricorda la venuta dei Re Magi a Betlemme per adorare Gesù. Per questo motivo, grandi città come Milano ricordano l’avvenimento con un grande corteo storico. In altri luoghi, invece, vengono organizzati appuntamenti di rilievo dedicati alla Befana, la vecchietta con il naso lungo e il mento aguzzo che, nella tradizione popolare, viaggia nella notte tra il 5 e il 6 gennaio con la sua inseparabile scopa per portare caramelle e doni a tutti i bimbi buoni, lasciando invece pezzi di carbone a quelli che sono stati troppo monelli. Questi doni, tradizionalmente vengono lasciati all’interno di una calza come accade ad Urbania (PU), Comune dell’Appennino Marchigiano dove ogni anno si tiene una grandissima festa in suo onore. Ma l’Appennino si caratterizza anche per tradizioni locali tramandate di generazione in generazione, come nel caso de “La Mascherata di Sant’Annapelago”, nel Comune di Pievepelago in provincia di Modena, oppure de “La Pasquella” di Bagno di Romagna, Comune dell’Appennino Romagnolo in provincia di Forlì- Cesena.

Urbania (PU) – La 29^ Edizione de "La Festa della Befana"

Dal 4 al 6 Gennaio 2026 le strade di Urbania, l’antica Casteldurante, Comune marchigiano in provincia di Pesaro-Urbino, si riempono dei suoni e colori della 29^ Edizione de “La Festa della Befana”. Si tratta di un evento per tutta la famiglia, ed è uno degli appuntamenti a tema più longevi d’Italia, diventato famoso a livello nazionale nel 1997, quando ne parlarono tutti i giornali. Ad inaugurare l’evento la consegna alla Befana delle chiavi della città da parte del Sindaco, cosa che quest’anno accadrà in Piazza San Cristoforo, recentemente riqualificata. Il visitatore che passeggerà per il centro storico potrà vedere oltre 4000 calze appese per le strade, portici addobbati, luminarie e vetrine allestite per l’occasione. Inoltre, ci saranno mercatini, musica, spettacoli e innumerevoli Befane in carne e ossa. Gli amanti della buona tavola, infine, non rimarranno delusi: street food e stand di produttori locali permetteranno di assaggiare le tante eccellenze del territorio.

© Omnia Comunicazione  © Alessandro Marchionni  © Latavolamarche

Pievepelago (MO) – La tradizionale "Mascherata di Sant'Annapelago"

Il 5 Gennaio 2026 Sant’Annapelago, frazione del Comune di Pievepelago in provincia di Modena, si anima con l’arrivo della Befana e del Vecchione e la tradizionale sfilata dei carri allegorici. L’evento, noto come “La Mascherata di Sant’Annapelago”, nasce alla fine degli Anni Venti e la tradizione popolare ci racconta che la Befana, una vecchietta stanca e tremante vestita di stracci, concludeva qui il suo viaggio iniziato in Garfagnana accompagnata dal suo fedele compagno, il Vecchione. La coppia passava per le case del paese portando in dono castagne secche, mele, noci e qualche caramella ai bimbi bravi, mentre quelli che erano stati birbanti ricevevano solo carbone. Terminato il giro di tutte le case che erano in paese, l’anziana coppia si fermava in un locale – si narra l’attuale Albergo Sport – ed era festa per tutti. Sempre secondo i racconti della tradizione, a un certo punto le borgate confinanti pensarono di andare ad importunare i festanti mascherati da asini. La cosa ebbe successo e con il passare del tempo si aggiunsero sempre più maschere, tanto da realizzare un grande corteo aperto da un militare che rappresentava l’ordine pubblico. Seguivano la fisarmonica e dietro a questa, la Befana, il Vecchione e tutti gli animali al loro seguito. Negli Anni Cinquanta, poi, grazie al Signor Guerri, che era il sarto del paese, vennero aggiunti i carri. Da questo momento l’evento divenne un appuntamento fisso e oggi rivive grazie ad un’associazione locale che si adopera affinché la tradizione venga portata avanti. Per il 2026 il programma è il seguente:
– dalle 11:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 16:30 raccolta doni presso la sede dello Sci Club S.Annapelago

– alle 17:00 Befana e Vecchione consegnano i regali ai bambini e distribuiscono vin brulé in piazza

– alle 21:00 inizio sfilata dei carri allegorici

Coreglia Antelminelli (LU) – La Befana scende dal campanile

A Coreglia Antelminelli, borgo montano della media Valle del Serchio in provincia di Lucca annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia, Lunedì 5 Gennaio 2026 appuntamento da non perdere con la Befana che scenderà dal campanile della Chiesa di San Michele. Una volta atterrata nella piazza davanti al Municipio, la simpatica vecchietta distribuirà dolci e doni a tutti i presenti. L’evento inizierà alle ore 19:00 con l’apertura degli stand gastronomici, dove si potranno assaggiare piatti tipici locali, mentre le vie del paese si animeranno con i canti di questua dei gruppi locali. Poi, alle ore 22:30, tutti col naso all’insù per la discesa della Befana.

Bagno di Romagna (FC) – La tradizione della "Pasquella"

Il 5 Gennaio 2026 a Bagno di Romagna (FC) rivive la tradizione della “Pasquella”. Si tratta di un appuntamento dell’Appennino centro-orientale durante il quale gruppi di cantori, detti pasquellanti, pasqualotti, accompagnati da strumenti musicali, se ne vanno di casa in casa intonando la Pasquella, cioè un canto rituale di augurio e prosperità. Secondo la tradizione, questo veniva rivolto alle donne che si trovavano nelle case se le offerte di cibo e bevande erano state generose; in caso contrario, ci si accomiatava con strofe ingiuriose. Il termine deriva dal fatto che l’Epifania era tradizionalmente considerata la prima “Pasqua” dell’anno solare e questo rito canoro si andava a legare con le festività del calendario agricolo e la tradizione di “fare il maiale”, cosa che i contadini facevano di solito a gennaio all’avvicinarsi del giorno di Sant’Antonio.
Nelle campagne dell’Alta Valle del Savio la tradizione della Pasquella è rimasta sempre viva, mentre nei paesi di Bagno di Romagna e San Piero in Bagno è stata riscoperta dopo gli Anni Sessanta. A Bagno di Romagna, nella fattispecie, ci sono due gruppi storici di pasquellanti, composti ognuno da 15 / 20 persone, che interpretano la Pasquella in modo tradizionale accompagnandosi però con musiche “moderne” e testi che contengono qualche riferimento alla vita del luogo, alla rivalità fra i paesi di Bagno e San Piero e qualche richiamo all’attualità.

© mrsf_predappio   © la_mora_1780
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