Nei giorni che vanno dal 16 al 18 Gennaio in molte parti d’Italia si organizzano eventi in onore di Sant’Antonio Abate, uomo di fede e anacoreta che influenzò la vita e le abitudini di molti fedeli e rappresentanti della Chiesa Cristiana. Le immagini sacre che lo ritraggono lo vedono affiancato da un maiale e appoggiato ad un bastone e, grazie all’immagine veicolata dal suo discepolo Sant’Atanasio, è per tutti simbolo di austerità e sacrificio. Venerato come il protettore degli animali, secondo la leggenda scese nelle profondità dell’inferno per liberare i peccatori dal fuoco e per questo in molti paesi si ricorda l’accaduto accendendo un grande falò. Tra le tradizioni che caratterizzano l’Appennino, se ne trovano alcune che, nel corso degli anni, sono diventate un vero e proprio appuntamento da non perdere, come nel caso del “Fuoco di Sant’Antonio” di Filattiera (MS), in Toscana, della Festa di Sant’Antonio Abate e della Sagra dei Fagioli di Paganica a Paganica, frazione del Comune de L’Aquila in Abruzzo, la Festa di Sant’Antonio Abate di Pignola, in Basilicata e la “Calata du Circu” a Cerami (EN), in Sicilia.
Usi e tradizioni toscane per Sant'Antonio Abate: il Fuoco di Sant'Antonio a Filattiera e la Disfida dei Falò a Pontremoli
In Toscana il culto di Sant’Antonio Abate è radicato fin dal Medioevo, portato in Lunigiana dai monaci antoniani che si dedicavano alla cura dei malati e degli animali. Attorno alla sua figura è sorta una leggenda popolare, che narra che nella notte tra il 16 e il 17 Gennaio il Santo veglia sugli animali nelle stalle, proteggendoli dalle malattie e garantendo prosperità ai contadini. Così, col tempo nelle campagne è diventato il patrono dei buoi, animali fondamentali per l’agricoltura e per il trasporto dei blocchi di marmo dalle cave di Massa Carrara. Ricche di significato anche la tradizione di “fare il maiale” e quella di bruciare la legna in piazza per scacciare l’inverno e favorire l’avvento della primavera. In questa Regione, infatti, località come San Miniato, Pietrasanta, Mulazzo, Filattiera e Pontremoli mantengono ancora vive queste usanze, organizzando eventi che uniscono sacro e folklore. In particolare, le comunità di Filattiera e Pontremoli organizzano degli appuntamenti che richiamano diversi partecipanti e coinvolgono numerosi fuochisti.
Filattiera, Comune dell’Alta Lunigiana in provincia di Massa Carrara, si ritrova nel capoluogo per celebrare Sant’Antonio Abate con il “Fuoco di Sant’Antonio“. Come da tradizione, Venerdì 16 Gennaio 2026, dopo la funzione religiosa e la processione per le vie del borgo, la campagna si animerà di scenografici e spettacolari fuochi che punteggieranno le alture e la piana, sfidandosi idealmente nel raggiungere la fiamma più alta.
Pontremoli, sempre in provincia di Massa Carrara, organizza invece la “Disfida dei Falò“, che richiama l‘antica rivalità medievale tra Guelfi e Ghibellini. Le date sono Sabato 17 Gennaio 2026, giorno di Sant’Antonio Abate, quando viene acceso il Falò di San Nicolò, e Sabato 31 Gennaio 2026, giorno dell’accesione del Falò di San Geminiano, patrono della cittadina. Protagoniste dell’evento sono le omonime parrocchie, in competizione per costruire il più grande e miglior fuoco. Il fuoco più alto vince la sfida e secondo la tradizione la parrocchia vincitrice avrà un fertile anno in arrivo.
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Usi e tradizioni per Sant'Antonio Abate a Paganica, frazione del Comune de L'Aquila
La Festa di Sant’Antonio Abate a Paganica, frazione del Comune dell’Aquila, è una delle manifestazioni popolari più sentite e partecipate del periodo invernale. Ogni anno, infatti, intorno al 17 Gennaio, il paese si anima per celebrare il Santo protettore degli animali, dei contadini e di chi lavora la terra. L’evento si svolge tradizionalmente nell’area nota come Aia di Sant’Antonio, dove in passato si teneva la grande fiera degli animali, ed è organizzato grazie all’impegno dell’Amministrazione separata degli Usi Civici di Paganica e San Gregorio (Asbuc) in collaborazione con la Pro Loco di Paganica e la parrocchia locale. La festa inizia alla mattina presto con la raccolta degli animali nell’aia, dove vengono benedetti dal parroco. Successivamente, gli animali (solitamente cavalli, mucche, asini, cani, gatti, galline, conigli e persino piccoli uccelli) sfilano per le vie del paese tra gli applausi degli astanti. Elemento caratteristico dell’evento è il concorso di “bellezza, rarità e grado di benessere”, in quanto una giuria di veterinari valuta gli animali partecipanti non solo per l’aspetto estetico, ma anche per lo stato generale di salute e la cura dimostrata dai loro proprietari. Oltre a questa festa tradizionale che si celebra ogni anno, quest’anno dal 16 al 18 Gennaio torna la Sagra dei Fagioli di Paganica organizzata dall’Associazione Culturale La Fenice. Proprio per rimarcare il legame con Sant’Antonio, nel corso della giornata è consuetudine offrire a partecipanti e visitatori piatti della tradizione locale in cui il protagonista è per l’appunto questo tipo di fagiolo, Presidio Slow Food, di cui se ne hanno due varianti: “a olio” (di colore bianco avorio) e “a pane” (di colore bianco-latte). Più in generale, il Fagiolo di Paganica è uno dei protagonisti delle sagre e degli eventi enogastronomici della provincia dell’Aquila, insieme ad altre manifestazioni dedicate ai legumi e alla cucina locale. Momenti che non sono solo un’occasione per gustare piatti come taijarille con fasciule e coteche, merende contadine o piatti che abbinano i fagioli a ingredienti locali, ma anche un modo per raccontare la storia rurale del territorio.
© Antonio Giampaoli
La tradizionale Festa di Sant'Antonio Abate a Pignola (PZ)
Dal 1402 a Pignola, Comune dell’Appennino Lucano in provincia di Potenza, Sant’Antonio Abate si festeggia con una festa che dura tre giorni. Per il 2026 le date della tradizionale Festa di Sant’Antonio Abate sono: Venerdì 16, Sabato 17 e Domenica 18 Gennaio. Si tratta di un appuntamento caratterizzato da un ricco programma di iniziative: tradizioni popolari, funzioni religiose, feste pagane, arte e cultura. Di particolare rilevanza l’accensione della tradizionale “fanoja di Sant’Antonio” con la raccolta di legna da parte della cittadinanza, in programma per il 16 Gennaio alle ore 18:00, la classica degustazione degli strascinati con il sugo di pezzente (una tipologia di salame tipica della Lucania), programmata per lo stesso giorno alle ore 20:00, e la Corsa dei Muli, in cui gli animali vengono portati lungo un percorso prestabilito per tre volte come segno di devozione, pianificata per il 17 Gennaio alle ore 12:30 con premiazione del mulo più bello alle ore 13:30.
© ASD Equitation Passion
La tradizionale "Calata du Circu" a Cerami (EN)
Sabato 17 Gennaio 2026 Cerami, comune appenninico dei Nebrodi in provincia di Enna, si anima con la tradizionale “Calata du Circu“. Si tratta di un’antica celebrazione dedicata a Sant’Antonio Abate, durante la quale il protagonista assoluto è il “circu”.
Il nome deriva dalla base circolare su cui è costruita l’imponente struttura, realizzata interamente in alloro. Simile a un “albero della cuccagna”, “u circu” viene sorretto da funi che servono per alzarlo e abbassarlo: lo scopo è sfidare i ragazzi a saltare per afferrarne i doni appesi tra i rami, ovvero arance e cuddure (ciambelline a forma di corona preparate con la pasta del pane).
Il circu viene realizzato e addobbato la sera della vigilia dai membri della Confraternita Sant’Antonio Abate, in un tramando generazionale che garantisce continuità alla tradizione.
L’indomani, alle ore 15.00, la struttura viene condotta nel piazzale della chiesa al ritmo incalzante dei tamburi, pronta per essere “assaltata” dai ragazzi festanti.
Un evento unico che richiama momenti di convivialità e condivisione, coinvolgendo l’intera comunità.














