Il Carnevale è quel periodo di festa e spensieratezza che precede la Quaresima cristiana, celebrato in tutto il mondo con sfilate in maschera, coriandoli, carri allegorici e dolci tipici, come le “sfrappole” o “chiacchiere”. Le sue origini affondano in antiche feste pagane, come ad esempio i Saturnali romani, e il nome deriva dal latino “carnem levare” (togliere la carne), in quanto il periodo della Quaresima si contraddistingue per il digiuno e pertanto nel periodo di Carnevale ci si concedono gli ultimi eccessi culinari prima del periodo di austerità. Proprio per il suo legame con la Pasqua, il periodo in cui si festeggia il Carnevale è mobile, ma termina sempre con il Martedì Grasso, che è il giorno prima del Mercoledì delle Ceneri. Per il 2026 il periodo va dal 31 Gennaio al 17 Febbraio e i giorni più importanti sono il 12 Febbraio, Giovedì Grasso e il 17 Febbraio, Martedì Grasso. Tra le varie tradizioni che caratterizzano il periodo ce ne sono alcune tipiche dell’Appennino, come ad esempio La storica fiaccolata di Fiumalbo (MO) e il “Caranval d’na volta” che si svolge per le vie di Barigazzo, frazione del Comune di Lama Mocogno (MO), oppure “La Foresta che cammina” a Satriano di Lucania (PZ).
Tradizioni di Carnevale in Emilia-Romagna: La storica fiaccolata di Fiumalbo e il "Caranval d'na volta" a Barigazzo
Da cinque secoli, ovvero dal 1512, a Fiumalbo, Comune dell’Appennino Modenese, esiste una tradizione che anima le strade nel periodo di Carnevale: si tratta della storica fiaccolata che pone fine ai festeggiamenti del periodo, la quale quest’anno si svolge il 17 Febbraio, giorno di Martedì Grasso. Lo spettacolo è davvero suggestivo, in quanto il riverbero delle fiaccole si riflette sul fiume e, come da tradizione, queste vengono realizzate con legno di betulla od ontano, alla cui sommità vengono arrotolati degli stracci. Fra i partecipanti, inoltre, si compete per vedere chi riuscirà a realizzare la fiaccola più grande e, una volta terminata la sfilata, tutte le fiaccole vengono gettate in un grande falò, gesto che simboleggia la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima. L’avvio di questa tradizione si deve al Duca Alfonso I d’Este, che, nonostante il divieto di fare festa per Carnevale vigente in tutto il Ducato, concesse agli abitanti del paese di festeggiarlo liberamente come segno di riconoscenza per la loro fedeltà.
© Comune di Fiumalbo
A Barigazzo, frazione del Comune di Lama Mocogno sempre in provincia di Modena, il Carnevale si festeggia con una rievocazione che riporta indietro nel tempo, per la precisione agli inizi del Novecento. Si tratta, infatti, del “Caranval d’na volta“, appuntamento che coinvolge tutto il paese con balli, canti e commedie dialettali, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino e da tanto buon cibo. Come da tradizione. I partecipanti sfilano per le vie del borgo con i costumi dei nonni, ricreando l’atmosfera che si respirava all’inizio del secolo scorso. Per il 2026 l’appuntamento è fissato per Domenica 8 Febbraio, con l’accompagnamento musicale della Grande Orchestra dell’Appennino. L’evento, organizzato dal Gruppo Folkloristico Storico di Barigazzo, partirà alle ore 14:30 con l’inizio del corteo da “La Pardera”, l’ultima casa della frazione, per poi passare di casa in casa accompagnati da musica, balli, vino e tanti buoni dolci fino alle ore 17:00 circa con l’arrivo previsto al Salone parrocchiale per continuare a fare festa con crescentine, vin brûlé e dolci per tutti.
© Gruppo Folk Barigazzo
La Foresta che cammina a Satriano di Lucania
A Satriano di Lucania, Comune della Basilicata in provincia di Potenza, il 14 e 15 Febbraio 2026 torna “La Foresta che cammina“, evento durante il quale le vie del paese si tingono di verde grazie al passaggio di 131 Rumita, uno per ogni paese della Regione. Annoverato nel 2025 tra i Carnevali storici del Ministero della Cultura, il Carnevale di Satriano è stato portato lo stesso anno anche all’EXPO di Osaka ed è stato insignito del prestigioso marchio di qualità “Carnevali Autentici” assegnato da Ente Pro Loco Italiane (EPLI).
Per chi non lo sapesse il Rumita è un “uomo vegetale”, ossia una persona travestita da albero che, prima del Martedì Grasso, si aggira per le strade del paese bussando alle porte delle case con il “fruscio” (un bastone con all’apice un ramo di pungitopo). Chi ne riceve la visita, segno di buon auspicio, dona in cambio qualcosa. Nel corso dei decenni la figura simbolica del Rumita è stata interpretatata in diversi modi dalle varie generazioni che hanno portato avanti la tradizione: oggi, ad esempio, i giovani satrianesi intendono lanciare un messaggio ecologista universale: ristabilire un rapporto antico con la Terra per rispettare gli uomini e le donne che la abiteranno in futuro. Per tutta la durata della manifestazione, saranno attivi sia a pranzo che a cena stand con prodotti tipici locali, pietanze tradizionali, piatti vegani e vegetariani. Inoltre, Piazza Satrianesi nel Mondo ospiterà un mercatino dell’artigianato.













