Appennino Bike Tour Festival 2026 prosegue il suo viaggio alla scoperta dei paesaggi più autentici e profondi della dorsale italiana, un filo narrativo che unisce territori, comunità e storie, accompagnando i partecipanti dentro l’essenza più vera del turismo lento: un cammino fatto di emozioni, incontri e meraviglia.
Nel cuore della Penisola si apre uno degli scenari più affascinanti dell’intero percorso: l’Appennino Umbro-Marchigiano. Un territorio che custodisce secoli di storia, dai fasti del Ducato di Spoleto ai borghi medievali sospesi nel tempo, fino a una natura ancora intatta, lontana dalle rotte del turismo di massa. Qui il paesaggio non si attraversa soltanto: si ascolta, si respira, si vive.
Tra pietra e cinema: l’anima dell’Appennino Umbro-Marchigiano nel viaggio ABT Festival 2026
Il Festival farà tappa tra due vallate separate dal crinale umbro-marchigiano, dove ogni curva racconta un frammento d’Italia autentica. Il primo appuntamento è il 28 giugno a Sellano (PG), borgo inserito tra i più belli d’Italia, scrigno di mura medievali, piazzette intime e palazzi signorili. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, e dove il dialogo tra pietra e natura crea un equilibrio di rara bellezza. Le sue atmosfere, sospese tra storia e paesaggio, hanno da sempre ispirato artisti e registi: la provincia di Perugia ha infatti accolto grandi produzioni cinematografiche come Il nome della rosa di J.J. Annaud, Io e mia sorella di Carlo Verdone, alcune scene de Il giovane Montalbano, fino ai celebri Umbria Studios voluti da Roberto Benigni, dove hanno preso vita capolavori come La vita è bella e Pinocchio.
L’Appennino che racconta: tra Umbria e Marche il viaggio del Festival 2026
Oltre il crinale, il viaggio prosegue il 3 luglio a Fabriano (AN), città simbolo dell’ingegno e della creatività italiana, riconosciuta come Città Creativa UNESCO. Qui l’arte non è solo memoria, ma presenza viva che attraversa le strade, i laboratori e la quotidianità . Fabriano è la città della carta e dell’artigianato, dove la tradizione si intreccia con la contemporaneità in un dialogo continuo. Anche il cinema ha trovato in questi luoghi una cornice d’eccezione: le sue atmosfere hanno fatto da sfondo a serie e film come Che Dio ci aiuti, Un dottore quasi perfetto con Luca Ward e il giallo L’assassino ha riservato nove poltrone. L’intera provincia di Ancona, con le sue valli e i suoi borghi, continua a offrire scenari che entrano nell’immaginario collettivo, trasformando il paesaggio in racconto visivo.
Gli appuntamenti dell’ABT Festival 2026 tra Umbria e Marche diventano così un’esperienza immersiva nella cultura artistica italiana, dalle radici del Rinascimento fino alle espressioni contemporanee dell’artigianato e della comunicazione del territorio. Un incontro continuo tra natura e cultura, tra vegetazione e tele dipinte, tra vie acciottolate e pellicole cinematografiche: un mosaico vivo che restituisce l’immagine più autentica e sorprendente dell’Appennino.














